1998 – 84 x 84 cm. – tela di lino, colore acrilico lavorato a pennello, perline di vetro, resina acrilica.
L’opera è un esperimento prospettico e di sensazione tattile. Una combinazione di realtà e fantasia.
È parzialmente un bassorilievo, data la presenza di materiale vetroso, ma non vuole certo essere una mappa precisa. Abbiamo una visione “galileiana” con la superficie lunare variegata come quella terrestre.
Il colore blu è insolito se usato per la faccia che si rivolge sempre verso la Terra, ma è appropriato per il momento in cui la Luna si trova nella prima fase o nell’ultima e riflette il colore della Terra con i suoi oceani blu. Questa luce blu si nota nella parte in ombra della falce lunare.